La scorsa estate si è aperto un nuovo capitolo che racconta delle spedizioni della Giant Trees Foundation in terre straniere, alla scoperta di nuovi alberi e nuove conquiste sullo studio e sulla difesa dei grandi giganti verdi dell’America latina e della loro preziosa eredità millenaria. Ci siamo recati fin nel lontano Perù, nella regione Madre de Dios per formare nuovi guardabosque a tutela della concessione di Arbìo, che sorge sulle rive del fiume Las Piedràs. Abbiamo inserito nei database delle università e dei centri studio nuovi esemplari, censendo i grandi Dipteryx micrantha (Shihuahuaco in lingua quechua) simbolo della riserva e infondendo nei nativi peruviani principi e concetti importanti sulla tutela dei loro tesori arborei ormai sviliti e decimati dai forsennati tagli illegali.
In quattro siamo partiti dal quartier generale della GTF in Friuli, affrontando il lungo viaggio in virtù di un prezioso ideale che è quello della salvaguardia di interi habitat rari oramai costretti in poche centinaia di ettari, molto lontani dalla grandiosità del passato. Sicuramente il viaggio in Perù ha portato con sé aspettative e speranze di rendere il mondo migliore, ben coscienti di essere una piccola goccia in un grande mare agitato. Spesso il contrasto tra le necessità improrogabili del pianeta e le realtà forestali e sociali è molto forte, creando difficoltà nel poter formulare un giudizio obiettivo. Coadiuvare le difficoltà che i popoli nativi hanno nel condurre una vita dignitosa e una sostenibile convivenza tra essere umano e natura ci è apparso un concetto complesso, poiché spesso tali difficoltà appaiono insormontabili di fronte all’indifferenza di molti e alla mancanza di concrete mobilitazioni. La natura va protetta, di questo siamo oramai tutti consapevoli. Durante il periodo di permanenza della concessione, le condizioni di molte famiglie stanziate lungo le rive del Rio las Piedras in quelle che apparivano condizioni igieniche molto precarie si contrapponevano in termini di priorità alle azioni da intraprendere suscitando riflessioni sulle condizioni locali e sulle motivazioni di queste persone che per mangiare ricorreva al taglio illegali, l’impatto con un tipo di ambiente più selvaggio e variegato e analogamente più pericoloso. La ricchezza dell’amazzonia ha un impatto profondo sugli animi, la conoscenza di foreste ai massimi livelli di complessità e mai gestite un’emozione indescrivibile. Tutto sembra perfettamente chiaro e logico nel suo disordine. La mescolanza tra natura e caos nelle città (adattamento di animali e piante all’essere umano e non viceversa). L’impatto con le grandi città caotiche i piccoli paesi limitrofi la foresta che rendono meno impattante il cambio di ambienti. La possibilità di mutare persone disperate disposte a deforestare e uccidere per poche centinaia di dollari in difensori del bosco e dei suoi giganti verdi. L’approccio con l’albero e la scalata, i profumi e le sensazioni di toccare esseri unici e osservare il rio dalle loro cime, insieme alle aquile che vi nidificano sopra. Speranze future, aspettative del passato, senso di impotenza, piccoli uomini a proteggere grandi sogni. L’impatto che tutto ciò porterà in ognuno di noi fin nelle nostre case, nessuna conseguenza può essere evitata nonostante il tempo e la distanza, c’è sempre un piccolo o grande prezzo da pagare. I piccoli sogni personali e la paura di poterli realizzare in parte o affatto. Riadattarsi ai ritmi naturali, fuggire dal caos delle nostre vite che non ci appartiene, la purezza inconsapevole delle popolazioni dell’entroterra amazzonico e il rischio a cui vanno incontro con il nostro operato, l’abuso del passato e gli sfruttamenti incontrollati. La dignità della natura e la nostra ingordigia. La realtà di Arbìo e il piccolo contributo in aree sottoposte a tagli continui e illegali anche a pochi metri dalla riserva, lo studio dei millenari e i loro censimenti, l’impegno nel salvare anche un singolo albero. Sentimenti comuni e emozioni che avvicinano realtà diverse, che uniscono persone e creano fratellanza. Ed è tutta questa complessa sfera emozionale che il Perù ci ha donato che vorremmo condividere passo passo con voi, sicuri che le nostre parole e il nostro impegno è anche quello di chi dà il suo piccolo contributo dalle mura di casa propria. Condivideremo mensilmente un piccolo spezzone della nostra permanenza nella riserva raccontandovi vicende e situazioni per rendervi partecipi e regalarvi un po' delle nostre avventure e di ciò in cui fermamente crediamo. Crediamo davvero che un lungo viaggio inizi con un piccolo passo, che una piccola goccia sommata a tante altre possa fare tanto. Tutto lo staff della GTF vi augura perciò buona lettura con la speranza che il nostro messaggio arrivi ai vostri cuori e che insieme potremo assicurare un futuro a questa natura inestimabile che tanto generosamente ci ha dato.